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La rivincita di Telegram dopo il down di WhatsApp

La rivincita di Telegram dopo il down di WhatsApp

Del tonfo del colosso di Zuckerberg, ne ha immediatamente approfittato la concorrente russa, che ha intercettato gli “orfani” dei social ed ha riso delle disgrazie altrui. La rivincita di Telegram, che ha guadagnato 70 milioni di nuovi utenti in poche ore, è culminata con il rilascio di un nuovo aggiornamento che ha aggiunto tantissime nuove funzionalità alle molte già presenti.

Non una semplice app di messaggistica istantanea, quella lanciata nel 2013 dai fratelli Nikolaj e Pavel Durov, fondatori del social network russo VK, ma una piattaforma in cui è possibile scambiare una mole impressionante di dati anche di grosse dimensioni, ricca di funzionalità e opzioni aggiuntive. Eppure, mai davvero in grado di “fare il botto” ed imporsi, sempre superata dalla più limitata, ma più popolare WhatsApp. Proprio il crollo di quest’ultima però ha reso possibile la rivincita di Telegram, che dopo aver intercettato milioni di utenti nelle poche ore di buio del colosso americano, mira a conservare questi “rifugiati”. Nelle ore precedenti ha rilasciato un nuovo aggiornamento che aggiunge ancor più funzionalità e feature.

Abbiamo dato il benvenuto a oltre 70 milioni di rifugiati da altre piattaforme in un solo giorno. Ai nuovi utenti voglio dire questo, benvenuti su Telegram, la più grande piattaforma di messaggistica indipendente. Non vi deluderemo quando lo faranno gli altri

Pavel Durov non ha perso tempo ed ha subito stuzzicato i rivali

Resta da vedere ora se questa rivincita di Telegram sia destinata a durare o meno, ovvero se la mole di nuovi utenti si affezionerà all’app o se invece ritornerà in massa all’ovile. Certo si tratta di una grande opportunità anche dal punto di vista mediatico e comunicativo. Tra le tante funzionalità che si apprezzano di Telegram, vi sono infatti anche la possibilità di radunare gruppi con migliaia di persone, di proteggere in misura maggiore l’anonimato e la privacy e la possibilità di scambiarsi informazioni e dati in maniera discreta e sicura.

Questo però ha spesso portato la piattaforma al centro delle polemiche a causa dell’uso illecito che se ne fa. Inchieste legate alla condivisione di dirette streaming e contenuti protetti dal diritto d’autore, canali di comunicazione di gruppi estremisti o borderline, scambio e diffusione di materiale pedopornografico, ma anche la possibilità di acquistare in anonimato sostanze illegali, hanno spesso puntato i fari contro Telegram, accostato addirittura al dark web. In realtà l’app di per sé è sicura e offre un’esperienza di messaggistica, dibattito e condivisione completa, avvolgente e molto interattiva, ma ovviamente nella platea che la utilizza al momento, vi è anche chi la utilizza per fini impropri.

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